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Edificata in posizione periferica, all’esterno della cinta muraria medievale, ed intitolata a Sant’Andrea Apostolo, la chiesa di san Benedetto fu controllata dai benedettini fino al 1520, quando subentrarono i Canonici Regolari Lateranensi.
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Edificata in posizione periferica, all’esterno della cinta muraria medievale, ed intitolata a Sant’Andrea Apostolo, la chiesa di san Benedetto fu controllata dai benedettini fino al 1520, quando subentrarono i Canonici Regolari Lateranensi.
Tra il 1622 e il 1625 la chiesa venne rinnovata, in forme barocche, da Francesco Maria Richino: la parte absidale e l’aula vennero ampliate, mentre la facciata assunse forme monumentali con un doppio ordine gigante.
L’interno, a navata unica con volta a botte, presenta nelle quattro cappelle laterali stucchi, affreschi e tele realizzati tra il terzo e il quarto decennio del Seicento secondo un progetto unitario che vede all’opera Gian Giacomo Barbelli e Giovan Battista Botticchio.
In segno di continuità di culto con la precedente chiesa, rimangono alcune pale d’altare, opera di Carlo Urbino e Uriele Gatti.
Nel presbiterio, tre enormi tele affidate a Martino Cignaroli (1647-1726), celebrano l’ordine dei canonici lateranensi, mentre l’altare marmoreo, di epoca neoclassica, è stato disegnato dal Voghera (1836).
Da segnalare inoltre l’organo, opera di Andrea e Giuseppe Serassi di Bergamo, caratterizzato da un imponente prospetto ligneo (forse di fine Seicento), popolato da figure angeliche con mitra e pastorale, tralci di vite e grappoli d’uva.