Prosa: CYRANO DE BERGERAC

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CYRANO DE BERGERAC
Con Jurij Ferrini
E con Rebecca Rossetti, Angelo Tronca, Raffaele Musella, Matteo Alì, Francesco Gargiulo, Cecilia Bozzolini, Michele Schiano di Cola, Riccardo De Leo, Gianluca Guastella

regia Jurij Ferrini
scene e costumi Gaia Moltedo
luci Francesco dell’Elba

Poeta, soldato, innamorato ed idealista: Cyrano de Bergerac è uno dei personaggi più conosciuti e amati del teatro; un eroe romantico e al contempo un personaggio straordinariamente moderno

Accade qualche volta che i destini delle nazioni consegnino inavvertitamente la costruzione mitologica delle proprie culture a figure simboliche che, nel tempo, ne divengono segni inalienabili.
Così avvenne nell’ultimo ventennio del XIX secolo, quando francesi e italiani affidarono a un’improbabile appendice di cartilagine, un naso, il compito di rappresentare, nei secoli a venire, quello che sarebbe divenuto un tratto distintivo delle loro identità culturali.
Infatti, se da un lato l’eroe del romanzo di formazione italiano per eccellenza, è una marionetta incapace di controllare la retrattilità del suo naso di legno che cresce ad ogni bugia, protagonista di una avventurosa favola per bambini, trasformatosi suo malgrado nel buffonesco emblema di un popolo macchiato dall’onta della menzogna, dal versante francese oltre le alpi, la fine dell’anno 1897 vede – più gloriosamente! – la nascita di una incantevole rivisitazione neoromantica dell’antica fiaba della Bella e la bestia, reincarnatasi, tra eroismo individuale e vocazione al sacrificio, nelle imprese di un poeta, soldato, innamorato ed idealista, scorticato dalla vita, con un naso brutto e grosso…come quello di Cyrano de Bergerac.

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