Simone Bianchi, Stefano Erinaldi, Alessia Gusmini, Giorgio Rozzoni - BESTIE

  • 21:00
  • Calisto Cafè Via Manzoni, 2, Italy Vailate, Italy
Locandina evento
Bestie è un piccolo bestiario contemporaneo. Di seguito alcune informazioni sintetiche sulle opere esposte.
Bestie di Simone Bianchi - videoinstallazione
Simone Bianchi presenta una videoinstallazione da guardare e ascoltare. L’elemento audio e quello visivo risultano dissociati. Il visivo riproduce gesti e azioni quotidiane di uomini e donne comuni. L’audio ci immerge in un tappeto di versi animali, ora più ora meno riconoscibili. E in mezzo a questa dissociazione viene posto lo spettatore, che è spinto a chiedersi a che punto si trovi nel livello di separazione fra l’uomo e la natura, fra l’uomo e la sua natura di bestia, fra l’uomo e la sua bestialità.
Bestia di Stefano Erinaldi - installazione
Stefano Erinaldi mette in scena un’installazione che ha come protagonista l’Hodlas. Una storia strana, quella dell’Hodlas, di cui Stefano è venuto a conoscenza grazie al ritrovamento casuale di un messalino usato dai monaci del Monasterio de Santa Maria de El Paular (che si trova in Spagna, ai piedi del monte Penalara), usato in particolari riti “per scacciare l’Hodlas”. Nell’esposizione si trovano soprattutto memorabilia di Hodlas: fotografie di vittime, vecchi volumi in cui si parla di questa brutta bestia, mappe. E poi? Ci sarà anche l’Hodlas?
Bestie di Alessia Gusmini - penna bic e pennarello
Alessia Gusmini presenta alcune tavole disegnate a penna bic e pennarello. Protagonista della serie è Mario, di cui vengono illustrati episodi di vita caratterizzati dalla presenza di diversi animali, di bestie strane con cui mangiare un piatto di vermicelli, prendere il tè, passare la notte appollaiati su un gomitolo bianco. E anche Mario, come i suoi amici, è una bestia strana. Un po’ uomo un po’ animale, dark, sociopatico, divertente, viaggiatore. Lunatico. E lunare. Un perfetto, ipotetico abitante della luna.
Bestie di Giorgio Rozzoni - fotografia e lightbox, video
Giorgio Rozzoni presenta una serie di fotografie, o meglio di lightbox, in cui sono ritratti, ripresi da un punto di vista zenitale, alcuni insetti e altre bestie, morte o vive. Tutte bloccate nello scatto fotografico. Tutte immerse in una luce bianca, fredda. Alcune sono solo sagome nere. Come quella di un ragno fossilizzato, ritrovato sul muro di una taverna nella casa paterna: solo una traccia nera
su un muro bianco, fissata lì per sempre, come se il ragno avesse voluto lasciare memoria di sé, del suo passaggio qui. Accompagna le fotografie anche un video, protagonista un battito di luce intermittente dal nome Stella, eco di luce di una lucciola incontrata casualmente nella campagna di Fano.

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