Mostra: Dai BOZZETTI agli SPOLVERI agli AFFRESCHI

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Dettagli
Presso la Galleria Arteatro - Fondazione San Domenico, si terrà la mostra Dai bozzetti agli spolveri agli affreschi, percorsi d'arte del XIX secolo nel cremasco.

Inaugurazione Domenica 9 dicembre, ore 16.30

Ingresso libero.

Orari:
Dal martedì al sabato 15.00 - 18.00
Domenica 10.00 - 12.00 e 15.00 - 18.00


E siamo ormai alla terza tappa.

Continua così, con questa nuova ed originale mostra che presentiamo, il percorso di riscoperta e valorizzazione dei tesori d’arte sconosciuti che arricchiscono il territorio cremasco.

Eravamo partiti dalla proposta delle opere dei pittori cremaschi del ‘900, custodite nelle collezioni di tante famiglie e, in buona parte, per la prima volta esposte alla ammirazione del pubblico.

Due mostre di grande successo grazie alla la generosità delle tante famiglie che hanno prestato i loro quadri.

Due mostre premiate dalla partecipazione di tantissimi visitatori, che ci hanno convinto a continuare.

Due bei cataloghi offerti al pubblico e che raccontano per immagini, per la prima volta, una storia organica dell’arte figurativa e dei suoi protagonisti nel ’900  cremasco.

Abbiamo a lungo pensato a quale avrebbe potuto essere il nuovo passo del nostro percorso.

Abbiamo anche tutti convenuto che il cremasco è un territorio caratterizzato dalla forte presenza di palazzi, di chiese e di luoghi devozionale. E questi palazzi, queste chiese, questi luoghi devozionali sono spesso riccamente affrescati.

Da qui l’idea: dato che, per realizzare un affresco, sono fondamentali alcune azioni preparatorie come il disegno, il bozzetto e lo spolvero, perché non creare una specie di mappa ideale dei luoghi del nostro territorio arricchiti da affreschi di valore, mettendone in mostra i lavori preparatori, cioè, appunto, i bozzetti e gli spolveri?

Chi visita la mostra può così ammirare il bozzetto (spesso uno splendido quadro), può vedere lo spolvero e capirne la tecnica, può vedere il lavoro finito, l’affresco, riprodotto a dimensione naturale o, meglio ancora, è stimolato a recarsi di persona a visitare i luoghi in cui questi affreschi sono conservati.

In altre parole: più che ad una semplice mostra di bozzetti e spolveri, che già di per sé avrebbe avuto un importante valore, abbiamo pensato di costruire una ideale guida di valore culturale (i capolavori del nostro territorio), didattico (cos’è, perché e come nasce un affresco) ed anche turistico (come visitare il territorio alla ricerca dei suoi tesori artistici).

Un ulteriore valore aggiunto della mostra che proponiamo è il fatto che, per la prima volta, queste opere preparatorie degli affreschi vengono presentate al pubblico, in quanto, per la maggior parte, sono capolavori appartenenti a collezioni private.

E, per la prima volta, i bozzetti e gli spolveri esposti sono direttamente messi in relazione, spesso anche visiva, con il prodotto finito conseguente: l’affresco.

Altra novità di questa esposizione è la sua diffusione territoriale, una specie di mostra a tappe.

E’ presente, è vero, un nucleo centrale espositivo della mostra, dove si concentra il maggior numero di bozzetti e spolveri, cioè la Galleria d’Arte della Fondazione San Domenico.

Ma poi il visitatore verrà invitato a recarsi a Palazzo Bonzi (nei locali attualmente sede del settimanale Il Nuovo Torrazzo) per ammirare i numerosi e magnifici spolveri del pittore cremasco Conti, oltre che una bellissima sala affrescata dallo stesso pittore.

Da Palazzo Bonzi il visitatore potrà andare al Museo Civico, che mette in mostra alcuni preziosi spolveri ed alcuni bozzetti rivalorizzati per l’occasione, nonché i quadri di Conti e di Bacchetta (autori di buona parte degli affreschi realizzati nell’’800 nel cremasco) provenienti da due recenti acquisizioni.

Da qui, con in mano il catalogo-guida, il visitatore potrà recarsi, secondo percorsi appositamente suggeriti, a vedere, sia nelle chiese di Crema che in quelle di tutto il territorio, gli affreschi nati dagli spolveri appena ammirati alla mostra.

Sono convinto che, anche in questo modo, la Fondazione riesca a svolgere appieno la sua funzione di servizio all’intero territorio cremasco, nella ricerca e nella valorizzazione della sua identità culturale.

Quello della ricerca dei “pezzi” da mettere in mostra, della preparazione di una guida e di un catalogo degni della ambizione del progetto, dell’allestimento della esposizione è stato un lavoro lungo e difficile ma anche stimolante.

E’ stato un lavoro che ha visto coinvolti molti soggetti, che hanno dato il loro contributo in maniera spontanea, entusiastica e professionale.

Parlo del prof Cesare Alpini, del dott Emilio Canidio, del dott Carlo Solzi, della dottoressa Roberta Ruffoni, del prof Vincenzo Cappelli, della dottoressa Moruzzi, di don Giorgio Zucchelli, di Claudia Bonomi e di Davide Severgnini.

Il risultato del loro lavoro è sotto gli occhi di tutti: intrigante, stimolante, splendido.

Non mancheranno certo i limiti ed i difetti: ma di questo la responsabilità è solo mia.

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