GIOVANNI BONALDI - Scatole della Memoria

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SCATOLE DI MEMORIA
sette libri d'artista per bambini coraggiosi

Dedico questo lavoro alla memoria di una bambina ebrea coraggiosa, Regina Zimet Levy ( Lipsia 1931- Israele, Ramatgan 1992 ) che con i suoi genitori Filippo e Rosalia, trascorsero a Serina i loro giorni come “confinati civili di guerra” dal novembre del 1942 al dicembre del 1943. Lo sguardo innocente di una bambina che ha fatto memoria di accadimenti a lei incomprensibili, attraverso le pagine di un diario dove racconto, disegni e poesie, restituiscono i contorni di quel tempo così doloroso.
Che il disegno e l’arte in tutte le sue forme, possano essere per i bambini motivo di espressione e di racconto per gli adulti.

Questa estate, nel mese di luglio e agosto, in una sala al secondo piano dello spazio espositivo di Palazzo Ratgheb presso il Museo Bernareggi di Bergamo, sono stati installati sette dei ventidue libri d’artista (7/22) da me ideati.
L’evento, promosso da Giovanni Berera, si poneva in dialogo con i laboratori espressivi dei bambini del CRE di Bergamo che in quei mesi hanno animato gli spazi. Ogni opera è stata posta su un parallelepipedo di cartone. Sulle singole facce sono state tracciate lettere in ebraico, valori numerici, diciture ad inchiostro e titoli delle opere. Da parte mia, l’intento principale è stato quello di riannodare il significato del cartone al valore di una valigia. Alla spedizione postale di un pacco. Inviato. Destinato e atteso.
Scambiati inizialmente come vecchi giocattoli di latta, le opere sono state raccolte sotto il titolo di “Scatole della Memoria”. Contenitori inanimati destinati a conservare caramelle, mentine, piccole sorprese per bambini, sono risultati i veri protagonisti dell’opera. Posti sotto custodie di plex quasi fossero intime memorie ritrovate, le scatole con i loro cartigli appaiono come falene dalle ali chiuse a libro. Per difesa. In posizione di riposo. Sono in attesa di quel passaggio alchemico per cromie metalliche. Dalla pesantezza di un piombo all’impalpabilità di una foglia d’oro. Ma è la percezione sonora, per vibrazione di suono ebraico, che Miro Silvera distilla lettere dall’alfabeto. Compone e sigilla con fuoco parlante. La cera, custode di memoria, rilascia per calore il suo stadio difensivo per restituire voce allo scritto. I fogli si dispiegano come ali in volo. Esibiti in forma di “concertina”, vengono qui mostrati in tutta la loro estensione.
Le opere, di piccole dimensioni, riaffermano la delicatezza tematica della persecuzione ebraica nell’istante in cui una identità viene espropriata di oggetti affettivi e di culto, nonché della propria libertà.
Due delle opere dedicate a Liliana Segre, rimandano all’innocenza di una scatola di caramelle, la sola compagna di viaggio all’interno della quale poter custodire intimità e sogni.
I 22 esemplari in forma scultorea, sono libri d’artista in tiratura unica che attendono di essere adottati ed intrecciati per calore di un sentire.
Scanditi da una numerazione progressiva, sono stati vidimati con il suono delle 22 lettere dell’alfabeto ebraico. Il progetto, commissionato per una esposizione al Memoriale di Milano da parte di Ermanno Tedeschi, è accompagnato da un video.
L’opera completa, esposta in una sua prima sezione dal novembre del 2018 sino a fine gennaio del 2019, verrà presentata nel 2020 a Milano, Tel Aviv e Gerusalemme.
Giovanni Bonaldi

Evento inserito dall'utente calistocafe

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