Presentazione: GIORGIO FONTANA - Prima di noi

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Presso il CremarenaGIORGIO FONTANA  presenta il libro Prima di noi.
L’autore dialoga con Giovanni Crotti.
Patto per la lettura della Città di Crema. In collaborazione con Libreria La Storia
Ingresso libero con posti fissi e numerati fino ad esaurimento disponibilità.
Giorgio Fontana è nato a Saronno nel 1981 e cresciuto a Caronno Pertusella. Vive a Milano. Nel 2007 pubblica il romanzo d’esordio Buoni propositi per l’anno nuovo (Mondadori), cui segue Novalis (Marsilio 2008) assieme al reportage narrativo sugli immigrati a Milano Babele 56. Otto fermate nella città che cambia (Terre di Mezzo 2008 e 2014), è finalista al Premio Tondelli 2009. Nel 2011 pubblica per “Zona” il saggio La velocità del buio. Per legge superiore, uscito a fine ottobre 2011 per Sellerio, ha vinto il Premio Racalmare – Leonardo Sciascia 2012, il Premio lo Straniero 2012 e la XXVIesima edizione del Premio Chianti. Il libro ha avuto sette ristampe ed è stato tradotto in Francia (Seuil), Germania (Nagel&Kimche) e Olanda (Wereldbibliotheek). Morte di un uomo felice (Sellerio 2014) chiude il dittico su magistratura e giustizia iniziato con Per legge superiore. Il libro è vincitore del Premio Campiello 2014 e del Premio Loria 2014 ed è stato tradotto in otto paesi. Dopo il romanzo Un solo paradiso (Sellerio 2016), pubblica un reportage a fumetti sullo slum Deep Sea di Nairobi, Lamiere (Feltrinelli 2019), scritto a sei mani con Danilo Deninotti e Lucio Ruvidotti. Il suo ultimo romanzo è la vasta saga familiare Prima di noi (Sellerio 2020). Fontana ha pubblicato articoli e saggi su diverse testate, fra cui “Il manifesto”, “Lo traniero”, “Opendemocracy.net”, “Il primo amore”, “Berfrois”, “El Aleph”, “Wired”. Dal 2005 al 2010 è stato co-direttore del pamphlet letterario “Eleanore Rigby”.
Per quattro anni è stato docente di scrittura creativa presso la NABA. Sceneggia storie per il settimanale “Topolino”, insegna scrittura creativa alla Scuola Holden e alla Scuola Belleville e collabora con il domenicale del “Sole 24 ore” e altre riviste.
Il romanzo Prima di noi
Una famiglia del Nord Italia, tra l’inizio di un secolo e l’avvento di un altro, una metamorfosi continua tra esodo e deriva, dalle montagne alla pianura, dal borgo alla periferia, dai campi alle fabbriche. Il tempo che scorre, il passato che tesse il destino, la nebbia che sale dal futuro; in mezzo, un presente che sembra durare per sempre e che è l’unico orizzonte visibile, teatro delle possibilità e gabbia dei desideri.
È questo il paesaggio in cui vivono e muoiono i personaggi di Giorgio Fontana, i Sartori, da quando il primo di loro fugge dall’esercito dopo la ritirata di Caporetto e incontra una ragazza in un casale di campagna. Poi un figlio perduto in Nordafrica, due uomini sopravvissuti e le loro nuove famiglie, per arrivare ai giorni nostri: quelli di una giovane donna che visita la tomba del bisnonno, quasi a chiudere un cerchio. Quattro generazioni, dal 1917 al 2012, che si spostano dal Friuli rurale alla Milano contemporanea affrontando due guerre mondiali e la ricostruzione, la ricerca del successo personale o il sogno della rivoluzione, la cattedra in una scuola e la scrivania di una multinazionale. È circa un secolo, che mai diventa breve: per i Sartori contiene tutto, la colpa, la vergogna, la rabbia, la frenesia, il viaggio. Sempre lo scontro e quasi mai la calma, o la sensazione definitiva della felicità. Ma i Sartori non ne hanno bisogno, e forse nella felicità neppure credono. Perché se in ogni posto del mondo bisogna battersi e lottare allora è meglio imparare ad accettare le proprie inquietudini, e stare lì dove la vita ci manda.
Romanzo storico e corale, vasto ritratto narrativo del Novecento italiano, il racconto dei Sartori affronta il fardello di un passato che sembra aver lasciato in eredità solo fatica e complessità, persino nei più limpidi gesti d’amore. Se gli errori e le sfortune dei padri ricadono sui figli, come liberarsene? Esiste una forza originaria capace di condannare un’intera famiglia all’irrequietezza? Come redimere se stessi e la propria stirpe? La risposta a queste domande è nella voce di un tempo nuovo, nello sguardo di chi si accinge a viverlo, nelle parole di uno scrittore di neppure quarant’anni che ha voluto affrontare con le armi della letteratura la povertà e il riscatto, la fede e la politica, il coraggio dei deboli e la violenza dei forti.

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