Un tempo fu chiesa, oggi è teatro. Un tempo assisteva premurosamente i "poveri cristiani", successivamente condannò i "mali cristiani". Sono queste le varie vesti con cui si è presentata nel corso del tempo la chiesa di San Domenico con annesso convento.
Ex chiesa di San Domenico
Un tempo fu chiesa, oggi è teatro. Un tempo assisteva premurosamente i "poveri cristiani", successivamente condannò i "mali cristiani". Sono queste le varie vesti con cui si è presentata nel corso del tempo la chiesa di San Domenico con annesso convento.
Un tempo fu chiesa, oggi è teatro. Un tempo assisteva premurosamente i poveri cristiani, successivamente condannò i mali cristiani. Sono queste le varie vesti con cui si è presentata nel corso del tempo la chiesa di San Domenico con annesso convento. L'ordine riformato dei Domenicani, insediatosi a Crema dagli inizi del '300, aveva infatti il compito di alleviare le pene degli indigenti prestando loro assistenza, ma anche di consolarne l'animo attraverso una assidua attività di predicazione. La chiesa attuale (1471) mostra linee semplici, materiali poveri (legno, argilla), nonché una decorazione essenziale: tutti elementi che dovevano tradurre visivamente la vocazione dei confratelli per una vita frugale e sobria. Anche internamente i pochi brani superstiti degli affreschi originari dovevano ispirare alla continenza sul modello domenicano (come le immagini nell'ex refettorio, ora foyer del teatro) e alla contrizione (come gli affreschi di presbiterio e abside, ora palco del teatro).
Nel XVII secolo si insediò anche a Crema il Sant'Uffizio (o Tribunale dell'Inquisizione), affidato proprio ai Domenicani, nell'intento di perseguire maghi, eretici e miscredenti di ogni specie.
Sul fianco destro della chiesa si sviluppava poi il resto del convento, articolato attorno a tre chiostri. Di questi, due sono ancora visibili, mentre il terzo è stato abbattuto per far posto all'attuale "mercato austriaco" (1842). Sorto per omaggiare con il suo imponente stile neoclassico la visita a Crema dell'imperatore Francesco I d'Austria, la struttura accolse dapprima i commercianti di lini e granaglie, successivamente anche quelli di frutta, verdura e frattaglie.